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CONCORSO ZIO CARLO

Il piacere di godersi la vita, ci piace pensare che sia questo il segreto dei Tirreni, così i greci chiamavano gli etruschi, un popolo che ha vissuto su queste
terre e che ci ha tramandato il gusto del saper mangiare e bere con raffinatezza.
Zio Carlo 1927

La storia

C'è un uomo, non alto di statura, ma di grande levatura morale che, ossessivamente, va avanti e indietro tra i filari di una vigna, chardonnay per l'esattezza.
Ha una bottiglia d'acqua con se, innaffia gemma per gemma dove e se ce n'è bisogno, fa attenzione a non bagnare la terra, l'ascolta, la scruta respira, osserva, studia, sistema con infinita passione e talento. E' il primo anno che da quelle parti, in terra etrusca , la famosa terra dell'ente maremma, si da agli agricoltori lo chardonnay da piantare. Non è facile, è un vitigno nuovo per questa zona torrida. Solo ad uno riuscirà di far crescere quell'uva, per quel primo anno, allo zio Carlo, quell'uomo che cerca di capire la vigna. Carlo De Rinaldis è nato in Puglia a Tricase , terra di tarantole, vicino Lecce, nel 1927. Nasce, come tanti, in seno ad una famiglia numerosa, madre, padre e sette figli, cinque maschi e due femmine, tutti proprio tutti lavorano la terra.
Tutta la famiglia vive di agricoltura e da subito anche i bambini, come fosse naturale, coltivano tabacco e ulivi. E' cosi che inizia la storia della Tenuta tre Cancelli, costruita sulla forza di Carlo De Rinaldis, Gerardo l'inseparabile fratello ed Emira moglie di quest'ultimo, lei arricchirà il bagaglio culturale di famiglia, con la Toscana che le scorre nelle vene. Le fondamenta sono quelle dell'Italia perduta, l'Italia che ragiona come comunità, dove tutto si condivide, ci si muove in blocco , si è gruppo e nessuno resta fuori, anche le epidemie, come la malaria, si contraggono e si superano , per fortuna ,tutti insieme. Ed è cosi che risalgono il Belpaese, dall'Adriatico e lo jonio, fino a Civitacastellana e Nepi, dove un parente lontano gli offre di diventare mezzadri, ancora con tabacco , ulivi e bestiame. La terra è sempre tutto per loro, sempre sotto i loro piedi e tra le loro, ormai sapienti , mani. Si presenta la congiunzione astrale della vita, la riforma dell'ente maremma appunto. Un trasloco ancora, breve e con qualche elemento in meno , qualcuno ha messo su la sua famiglia. La costa, questa è la nuova e definitiva dimora dei De Rinaldis. Cerveteri , ex pantani con tante pietre da togliere o da far saltare in aria. Lo zio Carlo, anima sociale, s'intreccia con tutto ciò che ha intorno, diviene presidente della cooperativa “Due casette”, diventa consigliere comunale nel 1972, rispettato ed amato da tutti perchè incorruttibile ed ostinato, si fa carico delle battaglie comuni e le vince rammentando sempre a se stesso ed a chi ha intorno che nella vita non bisogna mai avere più di ciò che serve. I compiti sono divisi, c'è chi va a fare mercato, chi compra e vende il grano e chi coltiva meloni e pomodori d'estate e finocchi e carciofi d'inverno. Pian piano si affaccia l'allevamento della vite, trebbiano e malvasia e poi ,il famoso Chadrdonnay, di cui si parlava all'inizio di questa bella e pulita storia di vita. Tra l'orto e le trattative, l'allaccio ufficiale della corrente elettrica , i diritti conquistati si giunge al 1990, dove Liborio De Rinaldis, figlio di Gerardo ed Emira e nipote di Carlo , avendo ereditato le capacità, l'ostinazione, la tenacia e l'intelligenza pratica dalle radici, decide di intraprendere la difficile strada della cantina, le bottiglie ed il mercato elevato, con tutte le sue complicazioni, è il suo sogno e lo persegue, come gli hanno insegnato, col lavoro. Zio Carlo , faro illuminante, è sempre presente. Fino al 2014 , lo Zio Carlo, pota dodici ettari di vigna da solo, non li fa toccare a nessuno, ne è geloso, quando non può più, per impedimenti fisici, perimetra la vigna ogni giorno, la cresce con gli occhi. Arriva il suo tempo e alla soglia dei novanta anni, a gennaio 2017, il suo passaggio qui è concluso. Resta ovunque, in ogni angolo della Tenuta Tre cancelli e nella bottiglia numerata che porta il suo nome, tutto il valore distribuito , lungo l'esistenza. La rarità e la sapienza, radicate a fondo , restano e continuano a germogliare perchè il seme era nobile e non smetterà mai di dare buoni frutti.

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